Il Campionato Italiano di Velocità è nato con il primo Campionato Motociclistico Italiano su Strada: l'8 ottobre 1911. Fu organizzato in prova unica sul percorso Milano-Aprica-Milano di 314,600 chilometri e vide l'affermazione di Carlo Pusterla (Triumph) nella mezzo litro (500 cc) e di Mario Acerboni (Frera) nella terzo di litro (334 cc) che percorse il tragitto: Sesto S. Giovanni, Lecco, Colico, Sondrio, Passo dell'Aprica, Edolo, Lovere, Bergamo, Crescenzago, Milano. Furono 21 i partenti.
La prima Guerra Mondiale costrinse ad un forzato stop dell'attività agonistica che fu ripresa soltanto nel 1919, sempre a Cremona mentre nel 1920 teatro del Campionato in prova unica fu il Circuito delle valli dl Ticino con ben 84 partenti nelle quattro classi programmate.
Per il 1925 veniva decisa la scomparsa dal campionato nazionale delle grosse moto di 1000cc: otto le gare in programma per le classi maggiori, in parte disertate dai migliori, ma che seppero dare tuttavia vita a confronti di notevole interesse. Le Bicimotore si limitavano invece a 4 prove.
Il 1934 segnava la ripresa vittoriosa del motociclismo italiano anche in campo internazionale e già i campioni stranieri iniziavano a guardare con interesse alle nostre moto.
Per il 1940 il R.M.C.I. aveva programmato un campionato tricolore su cinque gare, ma l'ingresso nel conflitto dell'Italia il 10 giugno 1940 mise fine ad ogni attività sportiva.
Per cinque lunghi, tragici anni il rombo dei motori sarebbe stato soffocato da quello delle artiglierie. Delle corse si sarebbe ritornati a parlare solo nel 1946.
A partire dal 2009 il Campionato Italiano di Velocità è organizzato e seguito direttamente dalla F.M.I. (Federazione Motociclistica Italiana).