Team Italia sfortunato. 6° posto al 63° Motocross delle Nazioni
Philippaerts
Il terzetto tutto Yamaha formato da Tony Cairoli, David Philippaerts e Davide Guarneri è arrivato al 63° Motocross delle Nazioni tenutosi in Franciacorta.
Speranzoso di fare proprio il prestigioso trofeo per la terza volta nella storia della famosa competizione, le speranze sono state deluse da una serie di strani incidenti che lo hanno relegato soltanto al 6° posto finale.
Di fronte ad una incredibile e calorosa platea di 90.000 appassionati (nell’arco del fine settimana) sul circuito stradale parzialmente modificato in una pista da cross tecnica, impegnativa e piena di salti, Cairoli e Philippaerts hanno conquistato le posizioni di testa nelle qualifiche con prestazioni sensazionali e grande velocità. Il fine settimana è partito con il piede giusto.
Dopo che Philippaerts e Guarneri si sono immersi nel bagno di folla per la presentazione in anteprima europea della nuova Yamaha YZ 450F 2010, il campione del mondo MX 1 2008 ha vinto la manche di qualificazione sulla YZ450FM mentre Cairoli, di fronte al pubblico di casa, ha consegnato alla nazione ospite la pole position sulla Yamaha YZ 450F contro una rappresentanza dei più forti piloti di 36 paesi.
La formula del Nazioni coinvolge squadre composte dai tre più forti piloti di ogni nazione nelle classi MX1, MX 2 e Open. Le 20 migliori squadre passano il turno per le gare della domenica: MX 1 + MX 2, MX 2 + Open e MX 1 + Open, che significa 40 piloti in pista a contendersi la vittoria. A fine giornata i Team hanno 6 risultati utili di cui è possibile scartare il piazzamento peggiore, e con il punteggio invertito (ovvero il 1° prende 1 punto e il 40° 40 punti) vince la nazione con il punteggio più basso.
La prima gara è stata uno spettacolo fantastico. Il campione del Mondo 2009 MX 1 Cairoli ha condotto la sua Yamaha del Team Red Bull De Carli in un’ entusiasmante testa a testa con il numero uno del Motocross AMA Chad Reed. L’australiano è rimasto incollato alla ruota posteriore del siciliano per tutta la gara. E’ stato un confronto tesissimo di fronte alle ovazioni del pubblico entusiasta. E’ stato il secondo trionfo al Nazioni in carriera per il 24enne italiano. Nella stessa gara Guarneri ha amministrato un 16° posto.
La seconda gara ha visto Philippaerts in azione per la prima volta. Il portacolori della Yamaha Monster Energy MX Team ha recuperato in fretta da una difficile partenza, andando incontro ad un fenomenale finale di gara ricuperando un gap di 9 secondi in sei giri al pilota USA Ivan Tedesco e conquistando la seconda posizione a solo due curve dalla bandiera a scacchi. Nella stessa gara purtroppo Guarneri è stato colpito duramente sulla spalla nell’atterraggio da un salto dell’australiano Michael Byrne, ed il suo Non Classificato ha significato che l’Italia aveva già giocato il suo jolly.
La terza gara è finita ancor prima di cominciare quando Cairoli è stato coinvolto in uno scontro ad alta velocità sul rettilineo di partenza, e si è dovuto ritirare con forti dolori al collo che però non si sono dimostrati niente di serio. Le cadute di Chad Reed, Gaultier Paulin e Clement Desalle hanno permesso agli USA di sfruttare abilmente i guai di Italia, Francia e Belgio difendendo così il titolo e riconquistandolo per la 20° volta. Philippaerts è stato ancora incisivo vincendo la MX Open dopo aver lottato duramente per risalire dalla terza posizione fino alla fine della gara.
Oltre al Team Italia Yamaha contava anche sulla presenza di Josh Coppins (MX 1 Nuova Zelanda) e Tanel Leok (MX Open Estonia) e sulla partecipazione in totale di 21 moto tra le 36 nazioni presenti.
Coppins ha vissuto una giornata importante, confermandosi come leader indiscusso e pilota di maggior esperienza del suo team. Due 6° posti ( 4° in MX 1) nella sua ultima gara sulla YZ450FM con i colori Monster Energy, hanno portato la Nuova Zelanda in 11° posizione assoluta. Leok, come portacolori dell’Estonia, è caduto in entrambe le gare, ma non era al 100% della forma per una caduta nella settimana precedente al Nazioni. L’ “Espresso” è giunto 5° di classe e la sua squadra ha conquistato l’8° posto a fine giornata.
Il Motocross delle Nazioni ha visto l’ultima partecipazione di Cairoli, Coppins, Guarneri e Leok come membri della famiglia Yamaha sulla scena mondiale. Coppins ha ancora alcuni appuntamenti invernali da onorare: una compilation di gomme slick nel retro del suo camion da consumare nel suo debutto la prossima settimana nella importante gara di supermotard Mettet Superbiker. Philippaerts continuerà un programma di tests con la nuova YZ nei prossimi mesi.
Il 2009 è stato un anno memorabile per la YZ e la Yamaha nel suo impegno nel motocross. Il titolo della MX1 è stato difeso con successo, e quello riservato ai costruttori è stato aggiunto al palmarès. Tutti e quattro i piloti di punta Yamaha nella categoria hanno vinto dei GP quest’anno e la YZ ha mancato il podio solo in una occasione.
Tony Cairoli, Yamaha Red Bull De Carli:
“La prima gara è stata perfetta. Sapevo che Chad era rimasto lì per tutto il tempo ed è stata dura tenere quel ritmo per tutta la gara, però credo che lo sia stato anche per lui. Ci siamo potuti staccare dagli altri ed è stato divertente. La gente qui era incredibile e voglio ringraziare tutti perché mi hanno aiutato molto. Ho avuto un brutto incidente in partenza nella seconda gara ma adesso mi sento un po’ meglio. Ero a tutto gas sul rettilineo e credo che sia stato Paulin che mi ha tagliato un po’ la strada dall’interno, e poi qualcuno mi ha centrato all’esterno, come ci siamo toccati siamo volati via. Sono felice per il primo risultato ma non è stato un bel giorno per l’Italia e non abbiamo avuto fortuna.”
Tony ahead of Reed
David Philippaerts, Yamaha Monster Energy MX Team:
“Sono molto felice per il mio risultato e per aver vinto la MX Open però purtroppo le cose non sono andate bene per il nostro team. Ho dovuto spingere fortissimo per rimediare a due brutte partenze; ieri ho fatto la cosa giusta per la griglia di partenza, ma non l’ho saputa sfruttare e ho dovuto tirare molto per raggiungere Tedesco. Credo che lo svantaggio fosse di 10 secondi ma ho tenuto il gas aperto ed ho sfruttato tutte le mie chances. Quando ho visto la possibilità di passare e l’ho fatto, ho pensato”non è possibile”, questo deve essere un altro David! La seconda gara è stata un altro inseguimento. Con tutta questa gente è stata una esperienza impegnativa ma fantastica, e qualcosa che ricorderò per molto, molto tempo.”
DP on the charge
Davide Guarneri, Yamaha Monster Energy Ricci MX Team:
“Sono deluso. Sono partito male nella prima gara ed ho fatto quello che ho potuto ma nella seconda ero nei primi cinque finchè Byrne non mi ha colpito. Non eravamo insieme sulla rampa e così non capisco come sia successo. Penso che con la maggior potenza della sua 450 abbia saltato più lungo e così mi ha colpito sulla spalla con la forcella.”
Josh Coppins
Josh Coppins, Yamaha Monster Energy MX Team:
“Un giorno impegnativo. E’ stata dura perchè ero la prima guida! Ho avuto molto da organizzare e ci siamo qualificati bene ma i miei due compagni di squadra non erano allenati al rapido susseguirsi delle gare, anche il tracciato era duro. Speravo di rientrare nei primi 10 però poi ho visto che non ce la potevamo fare. Ad ogni modo ho fatto il massimo per il mio paese e questa è stata la mia ultima grande gara su Yamaha. E’ stato incredibile qui. La gara adesso è quasi troppo impegnativa. C’è così tanto da fare per un pilota e ci vuole un sacco di tempo per via della gente che c’è; è una buona cosa ma è strano conviverci.”
Tanel Leok, Yamaha Red Bull De Carli:
“La scorsa settimana sono caduto e ho perso i sensi, così ho fatto una gran fatica per essere al 100%. La pista era bella e mi è piaciuta. Mi sono accorto che avrei potuto essere più veloce. Ho fatto qualche grosso errore nella prima gara e sono rimasto invischiato in una caduta di gruppo alla partenza della seconda. Ho spinto troppo forte e dopo non ho potuto finire la gara con la velocità che avrei voluto. E’ stata la mia prima volta nella classe Open ed è stata dura correre in gare così serrate. C’erano molto sostenitori qui ed è stata una bella esperienza.”